In cammino con AriaTerra – 2) Esplorando il paesaggio Madonita tra fauna e flora.

dsc_0261Un universo immenso, il paradiso delle biodiversità: così si possono definire i monti delle Madonie che sfiorano i duemila metri d’altezza, sono un mosaico di paesaggio di inestimabile bellezza per la varietà endemiche botaniche e formazioni geologiche.
Camminando sul territorio madonita si notano le differenze tra le zone aspre e ruvide e le zone più dolci e verdeggianti.
Gli ambienti naturali sono ricchi di animali e di vegetali e la natura stessa del territorio, ne favorisce l’abbondanza: le aree più naturali delle Madonie restano quelle montane, gran parte delle quali è coperta da boschi, garighe, cespuglieti e pascoli ricchi di piante erbacee ed arbustive.
Il lecceto di Monte Quacella è una delle zone più belle e suggestive ove questa tipica quercia mediterranea s’incontra col faggio, tipico invece del centro Europa, un fatto insolito in quanto tra le due formazioni vegetali, lecceto e faggeto, generalmente s’interpone il querceto misto caducifoglio o un altro tipo di vegetazione, caratterizzata da agrifoglio, rovere ed olmo montano.
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La sughera, come il leccio, è un albero tipicamente mediterraneo che sulle Madonie vegeta fra 40 e 1000 metri, mentre la roverella perlopiù vegeta in una fascia che va dai 400 ai 1200 metri di quota, spesso associata con altre specie.
Ma è la maestà dell’agrifoglio che può raggiungere i quindici metri d’altezza (come ad esempio il nucleo eccezionale di Piano Pomo), lascia senza fiato: una specie sempreverde che caratterizza il bosco generalmente situato tra le formazioni a lecceto mediterraneo e i faggeti e spesso s’associa alla rovere ed olmo montano.
Il caso certamente più noto d’endemismo madonita è quello dell’abete dei Nebrodi – Abies nebrodensis – che deve il nome al fatto che anticamente per Nebrodi s’intendevano le Madonie.

In autunno entro la macchia e sotto le grandi querce del Parco fruttificano i corbezzoli, i sorbi e gli azzeruoli, e l’abbondanza dell’acqua dà luogo ad un imponente rigoglio vegetale che si colora anche d’inverno con i verdi intensi degli agrifolgi che si punteggiano delle bacche tipicament rosse che inneggiano alle feste di fine anno.

dsc_0256I colori dominanti tra primavera e estate sono il verde dei trifogli, delle vecce e del grano, il rosso dei sulleti, il giallo delle ginestre al margine dei corsi d’acqua e nelle zone rupestri e più alte del Parco, la fioritura avviene solo tra fine maggio e giugno, con le orchidee, le peonie, le rose canine, i gigli selvatici.

Al primo sole di primavera ecco la fioritura bianca dell’erica arborea, dei peri mandorlini o dei prugnoli selvatici, ed ancora quella rosata degli asfodeli, specie infestante dal fascino selvaggio.

La fauna è rappresentata da volpi e donnole, istrici (o porcospini), lepri e conigli selvatici, moscardino ma anche i gatti selvatici e le martore.

Durante l’inverno è abbastanza diffusa nel sottobosco la beccaccia, che utilizza durante la notte le radure e i pascoli ai margini del bosco per la ricerca del cibo, tra i rapaci si trovano l’aquila reale  la cui apertura alare supera i due metri, o la più piccola aquila del Bonelli, falchi pellegrini, lanari, gheppi, lodolai e poiane e ancora allocchi, civette, assioli  e barbagianni.bonellis_eagle

Non mancano i ghiri e per gli uccelli si possono citare le specie legate alla macchia ed al bosco: capinere e cinciallegre, cinciarelle e cince more, picchi muratori e picchi rossi maggiori  merli, fiorrancini e scriccioli e ancora il corvo imperiale.

Negli ambienti rocciosi si possono osservare passeri solitari, sostituiti sopra i 1400 metri dai rari codirossini, ed ancora zigoli muciatti, culbianchi, passere lagie, codirossi spazzacamini e gracchi corallini, in grave diminuzione in tutt’Europa, mentre nelle Madonie ne vive ancora una discreta popolazione, che utilizza per la riproduzione alcune manifestazioni carsiche, come inghiottitoi. Un’altra tipica abitatrice delle rocce madonite è la coturnice, in molte aree della Sicilia ormai rarefatta o scomparsa, ma in queste montagne ancora ben presente e diffusa.

Un territorio da attraversare in cammino, osservando i luoghi che sono delle vetrine a cielo aperto sul Mediterraneo, con il paesaggio che fa da sfondo ad uno scenario nel quale immergersi e circondarsi.

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